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Ecco perché, se il petrolio costa meno, non è una buona notizia

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Scritto da Diogene   
Lunedì 22 Dicembre 2014 19:39

Inizio luglio 2014: la quotazione del petrolio al Mercato di New York (Nymex) è superiore a 100 Dollari il barile, a oggi è a circa 60 Dollari. E’ una cosa buona? Dipende dai punti di vista. Facciamo insieme una riflessione per valutarlo.

Per chi usa carburante per il lavoro, sicuramente è una buona notizia. Di certo non pagherà la benzina il 40% in meno (secondo la quotazione luglio-dicembre), alla pompa pesa enormemente l’aggravio delle accise, ma una diminuzione del 15% è comunque interessante per l’utente finale. Ovviamente più se ne usa e più si risparmia, ad esempio le compagnie aeree beneficiano enormemente di questa riduzione, come ne beneficia........

.......che si ripercuote su tutto il settore delle energie alternative, che in diversi modi incide a domino anche sulle nostre tasche e neanche poco.

Spieghiamo meglio. Un conto, per chi produce fonti energetiche alternative, è concorrere con un prezzo del petrolio a 100/120 USD il barile e altro conto è concorrere con un prezzo a 60 USD il barile.

Le aziende che sviluppano nel campo dell’eolico, geotermico, fotovoltaico.....

...Non possiamo ignorare anche un’altra questione che pochi conoscono, e ancora meno c’è volontà di far conoscere: negli Stati Uniti moltissime aziende private si sono impegnate nel business dell’olio di scisto, o petrolio di scisto (shale oil). Tutte queste aziende, che sono moltissime, sono tutte sostenute dalle banche e dalla politica monetaria di “denaro facile” di Obama. Siccome la crisi che ci opprime....

 

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