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BCE: QE fino a Marzo 2017

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Scritto da Diogene   
Venerdì 04 Dicembre 2015 13:53

I fatti in cronaca sono superficialmente legati al fatto che la Bce ha mantenuto invariati i tassi di rifinanziamento, mentre sono variati i tassi di deposito; più nello specifico, gli interessi che le banche dell’Eurozona pagano per parcheggiare denaro presso l’istituto centrale sono stati ridotti, ma di soli 10 punti base....

Nella consueta conferenza stampa che segue l’annuncio della Bce, il presidente Mario Draghi ha annunciato che il piano di Quantitative Easing sarà prorogato di altri sei mesi, dunque andrà avanti di altri sei mesi, fino al marzo del 2017 e, anche, che d’ora in avanti nella gamma di asset che la Bce acquista con il QE “saranno inclusi anche i debiti locali e regionali”. Vista la crescita timida dell’economia e l’inflazione pericolosamente vicina allo zero, lontanissima dal target delle autorità del 2%, forse la Bce deciderà di comprare asset per un valore superiore ai 60 miliardi al mese previsti nel piano attuale, oppure forse allungherà la durata del programma che dovrebbe scadere a settembre 2016. O più probabilmente opterà per entrambe le soluzioni. Attenzione però, si è verificato un fatto piuttosto spiacevole (è sempre cronaca, ma rilevabile solo da chi mangia pane e Borsa da sempre), il mercato si aspettava una riduzione di almeno 15 punti base, e siccome il Mercato...

Dunque: i numeri sull’inflazione in Eurozona dimostrano che il QE della Bce non ha neanche allontanato la minaccia della deflazione, e questo è sufficiente per considerarlo un buco nell’acqua. Non è una considerazione è un dato di fatto dimostrabile matematicamente, è inconcepibile ipotizzare che la Bce non sia a conoscenza del fatto che a novembre l’indice dei prezzi al consumo è rimasto praticamente ingessato a un tasso di crescita di appena lo 0,1%...

....In breve, le banche commerciali hanno utilizzato e utilizzano le riserve in eccesso sfornate dalle banche centrali come collaterale per la loro salute e poi ricorrendo alla leva finanziaria hanno cercato (e cercano) di rastrellare quanti più asset possibili con un rendimento positivo (per una banca il bilancio in pareggio è un bilancio in perdita). Tutto questo ha fatto esplodere la mania all’interno dei “casinò finanziari”, la quale ha previsto sin dal principio di sfruttare LBO (operazioni di finanza strutturata), IPO (offerta pubblica iniziale) e qualsiasi altra misura d’ingegneria finanziaria per recuperare credito e con esso speculare nei mercati per impossessarsi di qualsiasi asset avesse una qualche probabilità d’ascesa. Di conseguenza il mercato azionario e il mercato obbligazionario hanno perso qualsiasi cosa somigli a un price discovery (l'insieme di regole che portano alla formazione di prezzi di equilibrio sulla base degli ordini degli investitori) onesto, rilasciando in tali ambienti finanziari una mole di deformazioni e distorsioni senza precedenti.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Dicembre 2015 13:55