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Draghi azzera i Tassi. Imprese e cittadini

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Scritto da Diogene   
Domenica 13 Marzo 2016 09:49

I mercati sono rimasti stupiti dalla decisione della BCE che ha annunciato un aumento del QE da 60 a 80 miliardi di euro al mese a partire da aprile? Assolutamente no! I mercati sono rimasti stupiti dalla decisione della Bce di lasciare invariati in territorio negativo i tassi di interesse sui depositi, mentre taglia il tasso di rifinanziamento al minimo storico allo 0%.Oltretutto, la Bce avverte tutti che il debole contesto mondiale e soprattutto dell’eurozona (fa riferimento alle condizioni macroeconomiche) procureranno un taglio sostanzioso delle stime di crescita, quindi mette in guardia sulle politiche economiche e fiscali di tutti i Paesi dell’area Euro.

..........Tltro (Targeted long term refinancing operation) sono aste mediante cui vengono erogati prestiti quadriennali alle banche dell’area euro (contro cessione di titoli ABS, asset backed security) con l’obbligo da parte delle banche di utilizzare la liquidità erogata per sostenere il credito all'economia reale, soprattutto alle piccole e medie imprese.

Per le banche che concederanno prestiti avranno accesso a tassi migliori. Draghi ci tiene a sollecitare le banche commerciali a concedere liquidità all’economia reale, nell’eurozona i prestiti sono ancora troppo bassi e contestualmente avverte anche che non ci saranno ulteriori tagli di tassi e quindi è inutile che le banche attendano ulteriori facilitazioni, quindi se vogliono sopravvivere devono cominciare a fare il loro lavoro, cioè vendere denaro. ( NB " vendere denaro " NON "prestare a fondo perduto". Le aziende producono e "vendono" beni e/o servizi a chi le paga , opp producono e "prestano a fondo perduto" beni e/o servizi a chi non può permettersi di pagarli? [ NdR ])

............inutile dare speranze e visioni di luci in fondo al tunnel, Draghi nello specifico afferma che i rischi per la crescita della zona euro sono ancora ribassisti, e l’inflazione rimarrà negativa ancora per un po’ di mesi (leggi deflazione).Il taglio sulle stime del Pil da parte del consiglio direttivo della Bce è piuttosto drastico, da 1,7% a 1,4% per il 2016 e da 1,9% a 1,7% per il 2017. Riguardo l’inflazione la Bce prevede  per il 2016 da 1.0% a 0.1%, per il 2017 da 1.6% a 1.3%, e 1,6% per il 2018.

..........Che succederà ora? Nulla di diverso da quanto accaduto fino ad ora, solamente è più forte il vento nella vela dell’economia europea, perché ricordiamolo, la Bce fa politiche Europee e non per i singoli paesi membri. Dunque i benefici non sono solo per i Paesi come l’Italia (che risparmia di interessi circa 4 miliardi l’anno), ma soprattutto la Germania, che con i tassi negativi è da tempo in avanzo di bilancio e può programmare investimenti, aumentare la spesa sociale, accogliere (se lo farà) profughi necessari al mercato del lavoro, incoraggiare le aziende a innalzare gli stipendi; tutto ciò che andrebbe fatto anche da noi, ma che non possiamo permetterci alle condizioni attuali. Quindi l’Italia beneficerà sicuramente del Qe ma i competitor dell’area euro lo saranno nella misura equa in relazione al loro Pil, quindi i rapporti di forza variano nella sostanza e la competizione diventa sempre più dura. Naturalmente i tedeschi...............

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