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effetto Draghi, the Day After

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Scritto da Diogene   
Domenica 13 Marzo 2016 10:07

Proviamo ad analizzare la situazione freddamente , da una parte i mercati e dall’altra la politica con la posizione pericolosissima della Bundesbank.

...........ancora oggi con movimenti non del tutto comprensibili potrebbero trovare la spiegazione nell’aver compreso a freddo che il bazooka era stato caricato al massimo significa che l’andamento dell’economia preoccupa assai più di quando non si fosse dato a vedere. Le decisioni della BCE, in effetti, appaiono dettate dalla disperazione. Il QE finora ha clamorosamente fallito entrambi i suoi obiettivi principali, riportare l’inflazione verso il 2% e indebolire il cambio dell’euro. I prezzi continuano a rallentare e soprattutto le aspettative dei mercati sul futuro. Il cambio con il dollaro è inchiodato al livello (1,09-1,12) che era stato raggiunto quando i mercati avevano scontato in anticipo le mosse della banca centrale. Che effetto può avere una dose maggiore della stessa medicina? Poco o niente è la risposta più probabile, e deve essere quella che si sono data i mercati.Oggi i mercati riprendono il rally, ma è la corsa a speculare sui bancari perché Draghi è stato chiaro, non ci saranno altri tagli e i tassi rimarranno bassi a lungo. E allora non c’è tempo da perdere, rastrellare più che possibile prima che il settore si inchiodi irrimediabilmente, basta un banchiere che sbaglia una mossa e tutto il sistema si irrigidisce.Intendiamoci, il QE almeno un effetto positivo ce l’ha,.....

.......(secondo JP Morgan, sono quasi 2.000 miliardi i titoli pubblici europei di durata superiore a un anno con rendimenti negativi). Ma anche questa medaglia ha il suo rovescio, ed è quello di ridurre gli utili delle banche, dei fondi pensione e insomma dei grandi investitori istituzionali.

........non sarebbe neanche la banca centrale tedesca a preoccupare, ma le sorelle più piccole, le casse di risparmio o Sparkassen, le più colpite dal tasso negativo deciso da Mario Draghi. Non solo, infatti, hanno già minacciato una sorta di “sciopero dei depositi”, ovvero tenersi la liquidità in cassa invece di parcheggiarla overnight presso la Bce ma hanno già cominciato a scaricare i costi della politica dell’Eurotower sui grandi clienti come i fondi o le assicurazioni, soggetti che lucrano sui rendimenti depositando milioni di euro a breve. Stando a un’indiscrezione della Frankfurter Allgemeine Zeitung, le banche taglieranno i rimborsi in caso di default, scoraggiando anche i depositanti a breve. In regime di bail-in, infatti, gli istituti corrono ai ripari, poiché fino ad ora le somme sopra i 100mila euro erano garantite dal fondo per i depositi della federazione delle banche tedesche, intervenuta 9 volte dal 1998 ma con l’ausilio delle garanzie statali. Oggi non è più possibile, quindi si taglia.Il rischio? Una crisi tedesca delle banche locali, visto che da qui al 2018 le politiche monetarie della Bce rischiano di portare sull’orlo del collasso due terzi delle casse di risparmio.

......Domenica in Germania si vota alle regionali, con il partito anti-Ue e anti-immigrati Alternative fur Deutschland (Afd) in forte crescita proprio a spese della CDU di Angela Merkel. Al voto saranno chiamati il Baden-Wuerttemberg, la Renania-Palatinato e la Sassonia-Anhalt e sebbene riguardino solo 3 su 16 degli Stati in cui è divisa la Repubblica federale, il tabloid Bild parla di “elezioni che cambieranno la Germania”.

......continua a leggere su INTELLIGONEWS

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