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Editoriali

"Salva Banche" subito: il decreto

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Scritto da Diogene   
Domenica 16 Luglio 2017 14:44

12 luglio 2017 ore 15:42, Luca Lippi

Immodificabile il decreto salva-banche, e non perché sia perfetto, ma perché Intesa ha chiaramente detto sin dall’inizio che cambiarne solo una parola la costringerebbe a fare un passo indietro dagli accordi presi col governo per rilevare le Banche venete. L’orientamento del governo, dunque, dopo una sommaria discussione preliminare è quello di....
...Bruxelles da una parte, chiede la minimizzazione dell’intervento pubblico. La Dg Competition, in particolare, intende verificare tutti i passaggi dell’operazione cosicché il cosiddetto “aiuto alla liquidazione” dello Stato sia compatibile con i trattati europei. Dall’altro lato c’è la Bce, che invece ha a cuore la stabilità del sistema, e pretende adeguate coperture.
...

PALETTI Intesa Sanpaolo: - Intesa ha chiesto al governo la copertura degli ‘oneri di integrazione e razionalizzazione’ (come gli esuberi) e la ‘sterilizzazione’ dei rischi (crediti deteriorati, titoli tossici e in sofferenza). Secondo gli analisti 3,5 miliardi dello Stato dovrebbero essere investiti nella bad bank in tal senso.

Che la soluzione sia ormai questa lo fanno capire anche le parole del governatore del Veneto Luca Zaia, da sempre sostenitore del piano (tramontato) di ricapitalizzazione con fusione dei due istituti in un unico polo bancario: "Sarebbe stata la soluzione del cuore....

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Referendum e Mercati, sindrome di Trump. Ecco cosa accadrà

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Scritto da Diogene   
Sabato 26 Novembre 2016 19:28

 

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effetto Draghi, the Day After

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Scritto da Diogene   
Domenica 13 Marzo 2016 10:07

Proviamo ad analizzare la situazione freddamente , da una parte i mercati e dall’altra la politica con la posizione pericolosissima della Bundesbank.

...........ancora oggi con movimenti non del tutto comprensibili potrebbero trovare la spiegazione nell’aver compreso a freddo che il bazooka era stato caricato al massimo significa che l’andamento dell’economia preoccupa assai più di quando non si fosse dato a vedere. Le decisioni della BCE, in effetti, appaiono dettate dalla disperazione. Il QE finora ha clamorosamente fallito entrambi i suoi obiettivi principali, riportare l’inflazione verso il 2% e indebolire il cambio dell’euro. I prezzi continuano a rallentare e soprattutto le aspettative dei mercati sul futuro. Il cambio con il dollaro è inchiodato al livello (1,09-1,12) che era stato raggiunto quando i mercati avevano scontato in anticipo le mosse della banca centrale. Che effetto può avere una dose maggiore della stessa medicina? Poco o niente è la risposta più probabile, e deve essere quella che si sono data i mercati.Oggi i mercati riprendono il rally, ma è la corsa a speculare sui bancari perché Draghi è stato chiaro, non ci saranno altri tagli e i tassi rimarranno bassi a lungo. E allora non c’è tempo da perdere, rastrellare più che possibile prima che il settore si inchiodi irrimediabilmente, basta un banchiere che sbaglia una mossa e tutto il sistema si irrigidisce.Intendiamoci, il QE almeno un effetto positivo ce l’ha,.....

.......(secondo JP Morgan, sono quasi 2.000 miliardi i titoli pubblici europei di durata superiore a un anno con rendimenti negativi). Ma anche questa medaglia ha il suo rovescio, ed è quello di ridurre gli utili delle banche, dei fondi pensione e insomma dei grandi investitori istituzionali.

........non sarebbe neanche la banca centrale tedesca a preoccupare, ma le sorelle più piccole, le casse di risparmio o Sparkassen, le più colpite dal tasso negativo deciso da Mario Draghi. Non solo, infatti, hanno già minacciato una sorta di “sciopero dei depositi”, ovvero tenersi la liquidità in cassa invece di parcheggiarla overnight presso la Bce ma hanno già cominciato a scaricare i costi della politica dell’Eurotower sui grandi clienti come i fondi o le assicurazioni, soggetti che lucrano sui rendimenti depositando milioni di euro a breve. Stando a un’indiscrezione della Frankfurter Allgemeine Zeitung, le banche taglieranno i rimborsi in caso di default, scoraggiando anche i depositanti a breve. In regime di bail-in, infatti, gli istituti corrono ai ripari, poiché fino ad ora le somme sopra i 100mila euro erano garantite dal fondo per i depositi della federazione delle banche tedesche, intervenuta 9 volte dal 1998 ma con l’ausilio delle garanzie statali. Oggi non è più possibile, quindi si taglia.Il rischio? Una crisi tedesca delle banche locali, visto che da qui al 2018 le politiche monetarie della Bce rischiano di portare sull’orlo del collasso due terzi delle casse di risparmio.

......Domenica in Germania si vota alle regionali, con il partito anti-Ue e anti-immigrati Alternative fur Deutschland (Afd) in forte crescita proprio a spese della CDU di Angela Merkel. Al voto saranno chiamati il Baden-Wuerttemberg, la Renania-Palatinato e la Sassonia-Anhalt e sebbene riguardino solo 3 su 16 degli Stati in cui è divisa la Repubblica federale, il tabloid Bild parla di “elezioni che cambieranno la Germania”.

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Draghi azzera i Tassi. Imprese e cittadini

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Scritto da Diogene   
Domenica 13 Marzo 2016 09:49

I mercati sono rimasti stupiti dalla decisione della BCE che ha annunciato un aumento del QE da 60 a 80 miliardi di euro al mese a partire da aprile? Assolutamente no! I mercati sono rimasti stupiti dalla decisione della Bce di lasciare invariati in territorio negativo i tassi di interesse sui depositi, mentre taglia il tasso di rifinanziamento al minimo storico allo 0%.Oltretutto, la Bce avverte tutti che il debole contesto mondiale e soprattutto dell’eurozona (fa riferimento alle condizioni macroeconomiche) procureranno un taglio sostanzioso delle stime di crescita, quindi mette in guardia sulle politiche economiche e fiscali di tutti i Paesi dell’area Euro.

..........Tltro (Targeted long term refinancing operation) sono aste mediante cui vengono erogati prestiti quadriennali alle banche dell’area euro (contro cessione di titoli ABS, asset backed security) con l’obbligo da parte delle banche di utilizzare la liquidità erogata per sostenere il credito all'economia reale, soprattutto alle piccole e medie imprese.

Per le banche che concederanno prestiti avranno accesso a tassi migliori. Draghi ci tiene a sollecitare le banche commerciali a concedere liquidità all’economia reale, nell’eurozona i prestiti sono ancora troppo bassi e contestualmente avverte anche che non ci saranno ulteriori tagli di tassi e quindi è inutile che le banche attendano ulteriori facilitazioni, quindi se vogliono sopravvivere devono cominciare a fare il loro lavoro, cioè vendere denaro. ( NB " vendere denaro " NON "prestare a fondo perduto". Le aziende producono e "vendono" beni e/o servizi a chi le paga , opp producono e "prestano a fondo perduto" beni e/o servizi a chi non può permettersi di pagarli? [ NdR ])

............inutile dare speranze e visioni di luci in fondo al tunnel, Draghi nello specifico afferma che i rischi per la crescita della zona euro sono ancora ribassisti, e l’inflazione rimarrà negativa ancora per un po’ di mesi (leggi deflazione).Il taglio sulle stime del Pil da parte del consiglio direttivo della Bce è piuttosto drastico, da 1,7% a 1,4% per il 2016 e da 1,9% a 1,7% per il 2017. Riguardo l’inflazione la Bce prevede  per il 2016 da 1.0% a 0.1%, per il 2017 da 1.6% a 1.3%, e 1,6% per il 2018.

..........Che succederà ora? Nulla di diverso da quanto accaduto fino ad ora, solamente è più forte il vento nella vela dell’economia europea, perché ricordiamolo, la Bce fa politiche Europee e non per i singoli paesi membri. Dunque i benefici non sono solo per i Paesi come l’Italia (che risparmia di interessi circa 4 miliardi l’anno), ma soprattutto la Germania, che con i tassi negativi è da tempo in avanzo di bilancio e può programmare investimenti, aumentare la spesa sociale, accogliere (se lo farà) profughi necessari al mercato del lavoro, incoraggiare le aziende a innalzare gli stipendi; tutto ciò che andrebbe fatto anche da noi, ma che non possiamo permetterci alle condizioni attuali. Quindi l’Italia beneficerà sicuramente del Qe ma i competitor dell’area euro lo saranno nella misura equa in relazione al loro Pil, quindi i rapporti di forza variano nella sostanza e la competizione diventa sempre più dura. Naturalmente i tedeschi...............

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