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Editoriali

QE della BCE, chi ci perde e chi ci guadagna

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Scritto da Diogene   
Domenica 15 Marzo 2015 17:24

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Che sia un’azione di sicuro successo non può dirlo nessuno, come il contrario del resto, tuttavia alcune doverose considerazioni tracciate dall’esperienza possono prepararci ad individuare il risultato finale.

Attraverso il QE la BCE concede liquidità e riserve bancarie alle banche commerciali; lo scopo è quello di agevolare la concessione del credito a famiglie, PMI e grandi gruppi industriali. L’anomalia è che a fronte di un’offerta “importante” da parte della BCE, le grandi banche commerciali rendono al mercato pochi spiccioli..............

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E’ piuttosto intuitivo concludere che il QE ha un effetto deflattivo, lasciando gli interessi e le cedole alle banche commerciali, comprime gli interessi sul debito riducendo il flusso cedolare, di conseguenza riduce anche il reddito dei privati.In conclusione il QE “scambia” debito con moneta (riserve bancarie); tutto questo però è totalmente inutile se non si possono dilatare i deficit pubblici (causa la regola di non potere superare il 3%).

L’esperienza del QE americana, come quella inglese e giapponese, ha prodotto risultati (comunque insufficienti) poiché parallelamente hanno sostenuto il provvedimento con politiche espansive mediante deficit dell’ordine del 10/12% annuo. In Europa questo è impossibile a causa di Trattati senza alcun supporto logico (non hanno ipotizzato minimamente la possibilità di una crisi come quella attuale), per questo motivo il QE avrà risultati assolutamente ininfluenti.

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decolla il QE ma rischia di fare “un buco nell’acqua”. In tre mosse

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Scritto da Diogene   
Martedì 03 Marzo 2015 17:56

Le notizie corrono e il dovere di “cronaca” da parte dei media è obbligatorio, tuttavia si è “allentata” l’attenzione su una cosa importante, fondamentale, quella che dovrebbe essere la madre di tutti i provvedimenti (urgentissimi) che è di carattere economico e finanziario.

Vorremmo riportare l’attenzione sul QE e sul fatto che alcuni vizi “di forma” trasformino questo impegno in un “buco nell’acqua”. Come funziona ormai è stato spiegato in tutte le lingue del mondo, quello che non è stato spiegato chiaramente è il perché i precedenti non hanno funzionato, e di conseguenza anche il QE della BCE non funzionerà.

Il QE più noto è quello della FED, sei anni di durata e oltre 4400 miliardi di dollari letteralmente “paracadutati” sul mercato. Ovviamente lo scopo è di stimolare l’inflazione e gli Stati Uniti non ci sono riusciti. Di conseguenza, sarà complicato anche solo ipotizzare che riesca nello scopo la BCE che ha impiegato solamente 1140 miliardi di Euro.

....E qui è il punto; perché scende la velocità di circolazione della moneta nonostante il QE?

La risposta è semplice per chi segue cercando di comprendere l’Economia anche senza conoscenze professionali specifiche. Siamo in DEBT DEFLATION; la debt deflation è una situazione in cui la garanzia usata per ottenere un prestito (o un’altra forma di debito) si riduce in valore. In situazioni simili, per scuotere il ristagno inflattivo è necessario aumentare i salari e l’occupazione, il contrario di quello che sta accadendo ora e lontanissimo da venire nonostante riforme che sottendono buona volontà ma scarsa efficacia.

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Eurolandia, perché i dati dei Centri Studi leggono la realtà con occhi (e numeri) diversi

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Scritto da Diogene   
Lunedì 02 Marzo 2015 18:48

E’ possibile che due noti istituti di ricerca ed elaborazione dati esaminino la medesima situazione sociale ed economica estrapolando conclusioni contrastanti? La risposta è sì, e questo offre l’assist all’oratoria politica di usarli a proprio vantaggio o contro l’interlocutore nelle varie platee televisive, spesso confondendo le idee del pubblico.

Prendiamo il report del Centro studi di Confindustria: espone una visione ottimistica grazie alla svalutazione dell’euro, alla caduta del prezzo del petrolio e in ultimo al QE lanciato dalla BCE (1100 miliardi in 18 mesi).

......tuttavia il Centro studi di Confindustria commette un errore, quello di elaborare i dati senza tenere conto della reale situazione del Paese. L’errore è l’approccio lineare degli indicatori, mentre nella realtà l’andamento economico non è né lineare né stabile.

............Ora guardiamo il rapporto Italia 2015 di Eurispes: l’81.8 degli italiani conferma un peggioramento della situazione economica del Paese, il 50% è convinto che seguiterà a peggiorare ben oltre i prossimi dodici mesi. Il 47.2% delle famiglie fatica ad arrivare alla quarta settimana, il 62.8% utilizza le disponibilità accantonate per quadrare i conti mensili, il 70% della popolazione ha totale sfiducia nelle istituzioni.

......Confindustria ed Eurispes guardano lo stesso “mondo” con occhio diverso, il primo con animo ottimistico ma poco attinente alla realtà, il secondo fotografa la situazione visibile senza abbandonarsi a considerazioni. La realtà ha bisogno di rinnovamento, riforme radicali e sostanziosi colpi di “pialla” verso realtà che improduttivamente si sono arricchite smodatamente approfittando della situazione. Vedere i ristoranti pieni nascondendo l’impoverimento di chi è oggi destinato solo a schiacciare il naso sulle vetrine dei locali è stato uno scandalo difficile da digerire.

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Grecia e UE, la farsa in atto

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Scritto da Diogene   
Domenica 01 Marzo 2015 18:52

Nella cassa ellenica non c’è un euro, servono con urgenza 7 miliardi di euro appena sufficienti a scrivere “proroga”. Tsipras e Varoufakis dicono di poterli garantire con 800 milioni rivenienti dalla lotta al contrabbando di sigarette, 1.5 miliardi dalla lotta al contrabbando di benzina, 2.5 miliardi dal contrasto all’evasione e recupero di poste arretrate e in ultimo altri 2.5 miliardi da una patrimoniale alla “Robin Hood”.

Non vogliamo mancare di rispetto a nessuno, ma siamo abbastanza realistici e scappa un sorriso nel credere di poter recuperare risorse dalla criminalità organizzata (contrabbandieri). È anche improbabile recuperare arretrati fiscali da un popolo ridotto alla fame che festeggerebbe anche solo poter sperare di avere la possibilità di prendere in considerazione l’opportunità di concordare un piano di rientro!...

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Syriza è già andata in frantumi, in campagna elettorale ha detto “tutto” e il contrario di “tutto”, comprensibilmente seguito da un popolo che ormai si attacca a ogni anelito di speranza perché disperato (e neanche troppo visto la mancanza del favore plebiscitario). Vince con la favola di poter rimanere sulla “giostra” senza pagare il biglietto, ha illuso il popolo di poter fare la rivoluzione rimanendo in ciabatte, ha raccontato una missione inesistente.

L’Europa non è da meno, recita una farsa facendo finta di trattare, mentre in realtà tutta questa sceneggiata...

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