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Editoriali

la produzione industriale inciampa, a rischio Pil 2° trimestre

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Scritto da Diogene   
Sabato 08 Agosto 2015 07:10

Passo falso a giugno della produzione industriale, lo rileva l’Istat nel suo report odierno e inevitabilmente porta a una crescita (?) meno robusta del previsto nel secondo trimestre dell’anno. L’anomalia è il dato in flessione e sotto le attese anche per il Pmi servizi in Italia per il mese di luglio (sceso a 52 da 53,4 punti) in controtendenza rispetto a quelli invece incoraggianti arrivati a inizio settimana dal Pmi manifatturiero, salito a luglio ai massimi a 4 anni.
La rilevazione del Pil secondo trimestre è attesa venerdì 14 agosto e la speranza è quella di non intaccare la debolezza del ritmo di crescita almeno mantenendo lo 0,3% registrato nel primo trimestre dell'anno.

......

La lettura per settori di attività, ci dice l’Istat, è la seguente: fabbricazione di mezzi di trasporto (+13,7%), fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+11,0%), e produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,1%). 
Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori..........

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ISTAT: cala la fiducia dei consumatori, Flop dei saldi

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Scritto da Diogene   
Sabato 01 Agosto 2015 14:13

L’Istat nel rapporto scrive “L'indice scende a 106,5 da 109,3 di giugno, mentre per le imprese calo a 104,3 da 104,7 di giugno”. Secondo l’Istat, il calo è stato più forte riguardo la fiducia dei consumatore che quello delle imprese.
Diminuiscono tutte le componenti di fiducia dei consumatori,.........

È sintomatico il dato sui saldi estivi che è specchio della sfiducia diffusa. I saldi estivi sono stati un vero e proprio fallimento. Il primo consuntivo è disastroso, secondo Federconsumatori  i dati sono analoghi a quelli già pessimi del 2014 il calo si attesta al -3,5%. Le famiglie coinvolte risultano 1  su 3 con una spesa di 113 Euro a famiglia. Complessivamente il giro di affari dei saldi sarà inferiore a 1 miliardo di euro. Dati che testimoniano l'estrema difficoltà delle famiglie, sempre più impossibilitate a fare acquisti, neppure in occasione dei saldi.

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Dal sogno all’incubo, misure e traditori: “ecce Grecia”

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Scritto da Diogene   
Mercoledì 15 Luglio 2015 07:50

.............vediamo il piano che deve essere approvato dal parlamento greco entro domani:
Privatizzazioni, la Grecia dovrà trasferire in un fondo una serie di proprietà greche per il valore di 50 miliardi di euro, che saranno poi privatizzate sotto la supervisione delle istituzioni europee. Il fondo avrà sede ad Atene e non in Lussemburgo come inizialmente previsto e sarà gestito dalle autorità greche. Venticinque miliardi del fondo saranno usati per ricapitalizzare le banche e altri istituti, mentre il resto verrà utilizzato per ridurre il rapporto tra debito e Pil e per nuovi investimenti.
I negozi dovranno essere aperti anche la domenica per rilanciare l'economia.
La rete elettrica nazionale dovrà essere privatizzata.
Aumento dell'Iva in alcuni settori.
Indipendenza dell’ufficio nazionale di statistica.
Controllo e vigilanza maggiore sugli istituti di credito.
L’Eurogruppo accoglie con favore gli impegni delle autorità greche a legiferare senza ritardo, entro il 15 luglio, un primo gruppo di misure
E se qualcuno dovesse credere che colpa di tutto questo è della Germania sbaglia.
I cospiratori sono tanti, troppi, ed è bene renderli noti perché .............

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Il rischio per l’Italia se la Grecia fallisce

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Scritto da Diogene   
Domenica 28 Giugno 2015 05:54

In realtà la risposta è abbastanza semplice, sono 40 miliardi di euro che corrispondono all’esposizione del nostro Paese nei confronti della Grecia. Considerando che solo la città di Roma ha debiti per oltre 8,5 miliardi, in termini macro non è un’esposizione così pericolosa (la Germania e la Francia stanno molto peggio di noi e non sembrano molto preoccupate!)
Questo non significa che in Italia non potranno esserci ripercussioni.

.......E qui arriviamo al punto! E se fosse l’Italia il vero elefante nel negozio di cristalleria “Europa”?
Facciamo una disamina veloce della questione: Italia e Grecia condividono molto dal dopoguerra ad oggi sia per stile di vita sia per gestione non proprio impeccabile della cosa pubblica. Di fatto però, quanto condiviso all’epoca dell’entrata nell’euro (parliamo della manipolazione dei dati di bilancio), l’Italia ha subito risistemato tutto rimuovendo il “camouflage” mentre la Grecia ...........

Dalla deflazione si è passati alla stagnazione, che in termini puramente populistici significherebbe “meglio niente che stare peggio”; tuttavia l’Europa ha una velocità di marcia sua, e anche i Paesi più vicini al nostro (Francia e Spagna) hanno una velocità superiore alla nostra. Le prospettive non sono buone neanche per i prossimi due anni, è prevista una sostanziale stagnazione (quando la crescita prevista è nulla rispetto alla media dei paese appartenenti alla medesima area economica è sciocco parlare di segnali positivi!).

........L’Italia non cresceva o cresceva a fatica (e meno degli altri) sia prima che dopo l’euro. L’ultima stagione di crescita decente si è vista negli anni Ottanta, grazie a massicce dosi di debito pubblico, e i guadagni finirono in gran parte nelle tasche di corrotti. Dal circa +2% annuo degli anni Ottanta si scese a +1,4% negli anni Novanta, +0,6% nel 2000 e -0,5% ogni anno negli ultimi cinque. 
Oggi la situazione sarebbe quanto meno “non perniciosa” (QE e costi energetici favorevoli)..........

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